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Lavori >> Restauro >> Ciminiera fornce ex S.A.L.C.I.
COMUNE di SANTARCANGELO DI ROMAGNA 
Progetto di intervento esecutivo per la pulizia, il consolidamento ed il restauro della ciminiera dell'ex fornace S.A.L.C.I.

RELAZIONE ILLUSTRATIVA SULLE VARIAZIONI ESEGUITE RISPETTO AL PRECEDENTE PROGETTO LEGITTIMATO CON Denuncia Inizio Attività Prot. Gen. 2847/32/DA/2007 del 09.02.2007.
 
Il presente “Progetto …” descrive modeste variazioni rispetto a quello legittimato per mezzo della precedente D.I.A.Prot. Gen. 2847/32/DA/2007 del 09.02.2007.
 
Tali variazioni inessenziali, introdotte per conseguire una migliore conservazione del manufatto, sono dovute ad una più precisa valutazione dello stato dei materiali, resasi possibile nel corso dell’esecuzione dei lavori grazie alla installazione di ponteggi temporanei che hanno consentito un’indagine ravvicinata e dunque più puntuale.
 
Si evidenzia, in questa sede, che lo stato fessurativo di alcune porzioni murarie della ciminiera è risultato in stretta correlazione con le aperture, eseguite in tempi successivi all’originaria costruzione, e dunque realizzate a seguito di demolizioni, e che il ripristino della continuità delle murature portanti è stato valutato prioritario nell’intervento di conservazione.
 
Si elencano di seguito le variazioni in oggetto, che sono identificate nell’elaborato grafico allegato mediante numerazione da  1 a  4.
 
Variazione n. 1) Rappresenta la posizione reale dell’apertura che è risultata priva di arco superiore. Quello che sembrava essere l’arco superiore era in realtà una spaccatura irregolare della muratura che è stata ripristinata con la tecnica del “cuci e scuci”. Per rendere la struttura più solida  -dal punto di vista statico-  si è tamponata l’apertura ripristinando la muratura interna, lasciando una rientranza di circa 5 cm. dal filo esterno per evidenziare e lasciare “un segno” della preesistente situazione.  Per l’esecuzione della tamponatura sono stati utilizzati mattoni “vecchi” (probabilmente originari) che erano stati rinvenuti nella bocca della ciminiera a seguito dei lavori di pulizia. L’utilizzo di questi mattoni “vecchi”, secondo alcuni “originari”, ha poi suggerito di lasciarne la superficie a vista senza più intonacarla, com’era invece previsto nel progetto precedente.
 
Variazione n. 2) Nel progetto precedente si era prevista una porta metallica con grata superiore. Invece, in corso d’opera,  con la programmata possibilità di approfittare delle migliori conoscenze sullo stato fessurativo e sul degrado delle murature, si è ritenuto necessario consolidare la struttura muraria e chiudere agli agenti atmosferici la cavità interna della ciminiera, per meglio preservarla. Pertanto sono state ripristinate le murature portanti per tutta la profondità della muratura strutturale, fino ad ottenere uno spessore di 120 cm. .  Inoltre data la scarsa disponibilità di mattoni “vecchi”, ovvero “originari”,  e considerata la valenza estetica delle preesistenti forature in esame (n.2 e n.4), si sono date indicazioni per intonacare la superficie delle nuove murature di rinforzo e dunque di tinteggiarle di color marrone scuro, con l’intenzione di riproporre la percezione delle aperture.
 
Variazione n. 3) Durante le operazioni di pulizia e di rimozione dei materiali incongrui che nel corso degli anni erano stati aggiunti e si erano sovrapposti all’originario manufatto, è emerso, grazie ad un’accurata analisi, che la mensola  -rilevata in precedenza-  fa parte di un unico elemento, cioè di una vecchia apertura nel camino. Si è ritenuto corretto, dal punto di vista filologico, di rimuovere il materiale inidoneo ripristinando con elementi laterizi lo spessore delle murature. Anche in questo caso si sono date indicazioni di realizzare murature faccia a vista e di farle rientrare di circa 5 cm. rispetto allo spessore del paramento murario esterno.
 
Variazione n. 4) Valgono le stesse considerazioni riportate per gli interventi descritti al n. 2.
 
Da ultimo si precisa che l’eventuale contrasto con i disegni in precedenza elaborati è irrilevante e riconducibile a un semplice difetto grafico di posizionamento in quota.
 
Appare del resto ovvio che non si sia alterata la configurazione dell’esistente manufatto, che in particolare si siano conservate le sue dimensioni originali, la sua collocazione e la posizione delle aperture (ora tamponate) e che, fatte salve le varianti introdotte descritte ai punti 1, 2, 3, 4, nient’altro sia stato modificato.
 
Santarcangelo di Romagna, 05.07.2007                     
 
 
Progettista e D.L.
Arch. Mauro Ioli

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